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Quando sospettare un’occlusione intestinale? I sintomi e come intervenire 

quando sospettare occlusione intestinale

Quando sospettare un’occlusione intestinale: i segnali da non ignorare 

Un dolore addominale improvviso, associato a gonfiore e difficoltà ad evacuare, può essere il segnale di diverse condizioni, perciò capire quando sospettare di un’occlusione intestinale è fondamentale, perché si tratta di un problema che può evolvere rapidamente e richiedere un intervento medico urgente. 

In pratica, l’occlusione intestinale si verifica quando il contenuto dell’intestino non riesce più a progredire normalmente, e questo blocco può essere parziale o completo e interessare sia l’intestino tenue che il colon.  

Nei prossimi paragrafi vedremo insieme come riconoscere i segnali precocemente per intervenire prima che si sviluppino complicanze più gravi. 

 

Ecco le cause e i fattori di rischio dell’occlusione intestinale 

Le cause dell’occlusione intestinale possono essere diverse e dipendono dal tipo di blocco (meccanico o funzionale). Nella maggior parte dei casi, si tratta di un’ostruzione fisica che impedisce il passaggio del contenuto intestinale. 

In generale, le cause più frequenti per sospettare un’occlusione intestinale sono: 

  • Aderenze post-chirurgiche. Si tratta di bande di tessuto cicatriziale che si formano dopo interventi addominali. Possono “tirare” o comprimere l’intestino e causare un blocco anche a distanza di anni dall’intervento.  
  • Ernie addominali. Una porzione di intestino può fuoriuscire attraverso un punto debole della parete addominale e rimanere intrappolata, impedendo il normale transito.  
  • Tumori intestinali. Le neoplasie all’intestino possono crescere all’interno del lume, determinando un’ostruzione progressiva, spesso inizialmente parziale.  
  • Volvolo. È una torsione dell’intestino su sé stesso, che può interrompere sia il passaggio del contenuto intestinale sia il flusso sanguigno e rappresenta, ovviamente, un’emergenza.  
  • Malattie infiammatorie intestinali. Patologie come il morbo di Crohn possono causare restringimenti (stenosi) dell’intestino e ostacolare il passaggio del contenuto.  
  • Fecalomi. Accumuli di materiale fecale molto duro, più frequenti nei pazienti anziani o con stipsi cronica, che possono bloccare il tratto intestinale. 

 

Quando sospettare di un’occlusione intestinale in base ai sintomi 

sintomi dell’occlusione intestinale possono variare in base alla causa e alla gravità del blocco, ma esistono alcuni segnali tipici che devono far sospettare questa condizione, tra cui: 

  • Dolore addominale crampiforme, spesso intermittente nelle fasi iniziali  
  • Gonfiore addominale evidente  
  • Nausea e vomito, più frequenti nelle occlusioni dell’intestino tenue  
  • Assenza di evacuazione e di emissione di gas (blocco dell’alvo)  
  • Sensazione di tensione addominale  

Con il peggiorare della situazione, il dolore può diventare continuo e più intenso, mentre il quadro generale può aggravarsi. 

Ecco come prosegue generalmente l’evoluzione dei sintomi: 

Fase 

Sintomi principali 

Iniziale 

Dolore intermittente, gonfiore, nausea 

Intermedia 

Vomito frequente, blocco dell’alvo 

Avanzata 

Dolore continuo, addome rigido, peggioramento generale 

 

In presenza di questi segnali, è importante non aspettare e rivolgersi a un medico. 

 

Occlusione intestinale: quando è consigliato l’intervento e a chi rivolgersi 

Dopo aver visto quando è necessario sospettare un’occlusione intestinale, vediamo anche quando è opportuno operare: non tutte le occlusioni intestinali, infatti, richiedono un intervento immediato, ma alcune situazioni rendono la chirurgia inevitabile. 

Inizialmente, nei casi meno gravi, si può tentare un trattamento conservativo con digiuno, idratazione endovenosa o posizionamento di sondino nasogastrico. Tuttavia, l’intervento chirurgico per occlusione intestinale diventa necessario quando: 

  • Il blocco è completo  
  • Non c’è miglioramento con la terapia conservativa  
  • Sono presenti segni di sofferenza intestinale  
  • Si sospetta una complicanza, come perforazione intestinale o ischemia  

L’intervento può essere eseguito con tecnica tradizionale o, nei casi selezionati, con un approccio laparoscopico, che consente un recupero più rapido. 

Il Prof. Marcello Gasparrini, chirurgo generale specializzato in chirurgia laparoscopica e robotica, valuta attentamente ogni caso per individuare il momento giusto per intervenire e la tecnica più sicura per il paziente.  

Se accusi sintomi sospetti, contattaci per prenotare una visita specialistica! 

 

Glossario

  • Occlusione intestinale: blocco del normale passaggio del contenuto intestinale. 
  • Aderenze: tessuto cicatriziale che può formarsi dopo un intervento chirurgico e che può comprimere l’intestino. 
  • Volvolo: torsione dell’intestino che può causare un’ostruzione acuta. 
  • Ischemia intestinale: riduzione del flusso sanguigno a un tratto di intestino. 
  • Sondino nasogastrico: dispositivo inserito attraverso il naso per svuotare lo stomaco. 

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